Un luogo di prigionia temporaneo, dove venivano rinchiusi i prigionieri inglesi tra il 1942 e il 1943, è stato scoperto in contrada Borgo di Buturro a Santa Ninfa, a pochi chilometri dall’aeroporto militare che sorgeva a Castelvetrano. A individuarlo, dopo un’attenta ricerca, è stato l’architetto Maurizio Tosco che a Castelvetrano ha accolto i signori Trevor e Kate Dunn, in rappresentanza dell’associazione ‘Monte San Martino Trust’, che raduna i familiari dei prigionieri britannici in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Proprio il padre di Trevor Dunn è stato prigioniero nel campo di Santa Ninfa per quasi un anno. Tosco con i due inglesi ha fatto un sopralluogo su ciò che resta del campo. Ad affiancare l’architetto in questa ricerca sono stati alcuni giovani ricercatori e studiosi che si dedicano alla riscoperta della memoria storica. Fondamentale è stato anche il contributo di Vincenzo Napoli, custode di un prezioso archivio fotografico e documentale sulla storia del territorio, che ha messo a disposizione una mappa militare e importanti documenti storici, consentendo di individuare con precisione il sito in cui sorgeva il campo di prigionia. L’architetto Tosco in questo lavoro di ricerca ha anche raccolto due testimonianze dei signori Vito Perzì e Alessio Ferreri che hanno potuto confermare, tramite i racconti dei padri, dell’esistenza in quel posto del campo di prigionia.
La delegazione di inglesi è stata accolta in aula consiliare a Castelvetrano, presente il presidente Mimmo Celia. «Questa visita non ha rappresentato soltanto un momento di profonda emozione per i nostri ospiti britannici, ma ha consegnato anche a Castelvetrano una nuova e significativa pagina della propria storia, una vicenda poco conosciuta che da oggi entra a far parte della memoria condivisa tra Italia e Regno Unito», ha detto Maurizio Tosco. L’architetto ha saputo dai signori Dunn che l’Ambasciata britannica iscriverà ora il campo di prigionia di Castelvetrano nei suoi registri ufficiali e, nel prossimo futuro vorrà apporre una stele commemorativa in quel luogo. (ANSA)
