LA STORIA. Giusi Titone: «La mia nuova vita a 50 anni lontana 1.000 km dalla famiglia»

Maggio 2, 2026

«Non è mai troppo tardi» verrebbe da dire nella storia di Giusi Titone, 51 anni, di Marsala. Richiamando il titolo del film del 2007 diretto da Rob Reiner e con protagonisti Jack Nicholson e Morgan Freeman, quelle parole si addicono perfettamente al giro di boa di Giusi Titone nella sua vita. Un trascorso da avvocato nella città di Lilibeo e, nel 2023, il concorso bandito coi fondi Pnrr per il Ministero della Giustizia. Il ritorno tra i banchi a studiare a quasi 50 anni e quel risultato che ha “stravolto” la sua vita. Il concorso vinto e l’assegnazione di sede: il Tribunale di Trento. «Ho sempre vissuto a Marsala – racconta Giusi Titone – e studiare Giurisprudenza era il mio sogno. I miei genitori, con notevoli sacrifici, mi hanno consentito che il sogno si avve- rasse e così ho iniziato a praticare la professione».

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Giusi è una donna che nella vita si è realizzata. La famiglia, il marito Gabriele, i figli Francesco e Paola, e all’essere moglie e mamma ha abbinato la professione e le attività in parrocchia. «Quando ero a Marsala ho frequentato la chiesa madre di Petrosino per partecipare alle attività del gruppo Rinnovamento dello Spirito», racconta. Il concorso vinto nel 2023 è stata una tappa inaspettata. Una virata improvvisa, si direbbe in gergo velico. «Mi è arrivata la convocazione per presentarmi entro 10 giorni al Tribunale di Trento – ricorda Giusi Titone – e per me è stata come una grossa mareggiata. Immediatamente ho dovuto ripensare la mia vita, io lontana quasi 1.000 km da casa, lasciare mio marito e i miei figli». Un rimettersi in gioco a 50 anni per Giusi, che a Trento si è affittata un piccolo monolocale, ha imposto di ripartire da zero con nuove amicizie, ambientarsi in un posto con un clima diverso da quello marsalese. Ma, soprattutto, lontano dalla famiglia.

«Tutto il mondo è paese – dice – perché qui a Trento sono stata accolta da tutti, mi sono trovata bene al lavoro e anche nella nuova parrocchia (San Pietro con don Roberto Lucchi) che ho iniziato a frequentare col gruppo del Rinnovamento dello Spirito “Granelli di senape” e dove sono lettrice, mi sono sentita voluta bene sin da subito». A Trento Giusi Titone si è rimessa in cammino con una vita nuova ma con la forza della famiglia che, seppur forzatamente divisa, è sempre al suo fianco. «Mio figlio sta facendo la specialistica a Verona e, quindi, ci vediamo spesso; mio marito e mia figlia sono, invece, giù a Marsala. Io faccio la pendolare, ossia una volta al mese torno a Marsala per qualche giorno. Capita pure che mio marito, compatibilmente con gli impegni di lavoro, sale su a Trento. Facciamo tanti sacrifici ma siamo felici della vita che il Signore ci ha regalato. Oggi è fondamentale trasmettere alle nuove generazioni il valore del lavoro, che significa anche realizzarsi come persona».

Max Firreri

Giusi Titone con la sua famiglia.

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