MARSALA. Edifici vicini a rischio, il centro “Giusti di Sicilia” resta chiuso: l’appello di don Francesco Fiorino

Aprile 21, 2026

Basta ritardi e sprechi nell’utilizzo dei beni confiscati alla mafia. È quello che chiede con una lettera aperta don Francesco Fiorino, guida dell’Opera di religione “Mons. Gioacchino Di Leo” che opera sul territorio diocesano. La lettera è indirizzata al Presidente della Repubblica e poi ancora a Giorgia Meloni, al Ministro Matteo Piantedosi, al direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, al Prefetto di Trapani e al sindaco di Marsala. Don Fiorino pone l’attenzione sull’attuale stato di stallo in cui versa il centro socio-educativo “I giusti di Sicilia”, promosso proprio dall’Opera guidata da don Fiorino. Il centro è attualmente chiuso per criticità strutturali degli edifici limitrofi: «doveva essere una chiusura temporanea ma rischia di allungarsi», dice don Fiorino. Il presbitero lamenta che «sono passati ormai più di sei mesi dalla chiusura del centro e il silenzio istituzionale sta trasformando un simbolo di vittoria dello Stato in un monumento allo spreco e all’abbandono».

La presenza del centro (intitolato alla memoria dell’ex prefetto Fulvio Sodano) ha permesso negli anni al Comune di Marsala di ottenere un punteggio superiore nelle graduatorie di accesso ai fondi europei, risultando decisiva per il finanziamento del progetto presentato nel 2018. Grazie a questa sinergia virtuosa, è stato possibile avviare il recupero funzionale di piazza della Vittoria con un investimento complessivo di 820.000 euro, di cui 620.000 euro finanziati tramite il PO FESR 2014/2020 e 200.000 euro di compartecipazione comunale. Tale operazione ha trasformato una nota “piazza di spaccio” in una “piazza della legalità”.

Ora la richiesta di don Francesco Fiorino a chi di dovere di intervenire per consentire la riapertura del centro, «restituendo ai cittadini e ai giovani quel luogo di speranza». All’interno del centro, negli anni, si sono svolte numerose iniziative. Tra queste il concorso “Terra senza mafia”, incontri con studenti, visitatori e turisti, collaborazione con l’Uepe di Trapani, formazione dei nostri volontari contro le dipendenze, presentazione di libri sulla legalità, giustizia, ecologia integrale e lotta alle mafie, incontri per far conoscere meglio le testimonianze  dei “giusti di Sicilia”.

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