Un “villaggio che fa crescere” che mette insieme famiglie, scuole, parrocchie, istituzioni, da mettere insieme alla parola “responsabilità”, «ovvero la risposta che si dà al bisogno di crescere di bambini, adolescenti e giovani, incontrandoli faccia a faccia, mettendo al centro relazioni educative vere che comportano cura “uno ad uno”, gratuità, convergenza, delicatezza e fermezza insieme». Per il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella la strada è chiara quando si parla di educazione. Il Vescovo è intervenuto alla tavola rotonda “Reprimere o educare? Giovani e pace a Mazara del Vallo”, nell’ambito del festino di San Vito, svoltasi nell’atrio del Seminario vescovile.
Quando accade un fatto violento «si reagisce invocando repressione, con molta manipolazione che non sempre aiuta a capire veramente cosa accade», ha chiarito il Vescovo nel suo intervento. «Si arriva a ipotizzare una responsabilità per i reati da parte chi è ancora in crescita e non ci si interroga seriamente sulle cause e sulle responsabilità di noi adulti», ha aggiunto il Vescovo. La repressione – ha detto ancora monsignor Giurdanella – «agisce dall’esterno, senza produrre veri cambiamenti, possibili, invece, proprio grazie all’arte di educare che permette, a quanti crescono, di diventare sé stessi, liberi rispetto a ogni condizionamento del passato e del contesto e, però, responsabili, ovvero capaci di aver cura di sé, degli altri e del creato. Si genera così quella “seconda nascita” che fa passare dall’adolescenza all’età adulta e fa assumere una propria singolare soggettività con cui, nelle crisi e negli errori, si può sempre “rinascere” rintracciando i semi di bene ricevuti e le relazioni più significative».
All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Salvatore Quinci, il magistrato Salvatore Vella, il comandante della polizia municipale Vincenzo Menfi, il vicario foraneo don Giuseppe Alcamo e il psicoterapeuta Giuseppe Sieli. Ha moderato l’assessore Germana Abbagnato. Dal confronto è emersa, soprattutto, una prospettiva: pensare Mazara come una città in cui tutte le forze sane della comunità entrano in sinergia per costruire un contesto sociale più educativo, attento e costruttivo.