LA RIFLESSIONE. Cresima-Comunione: il percorso dell’ACR risorsa preziosa

Giugno 28, 2026

Negli ultimi anni, a seguito delle indicazioni pastorali di monsignor Domenico Mogavero – che proponeva un per­corso ispirato all’esperienza catecume­nale – diverse comunità hanno scelto di unire in un unico cammino la prepara­zione alla Cresima e alla Prima Comu­nione, celebrando i due sacramenti contemporaneamente e coinvolgendo i genitori nel percorso. Questa scelta, ac­colta con l’intenzione di rinnovare la pa­storale e di rendere più organico il cammino dei ragazzi, ha portato molte parrocchie a sperimentare un modello nuovo, nel quale Spirito Santo ed Euca­ristia non vengono più vissuti come tappe distinte, ma come momenti di un’unica storia di fede. Tuttavia, l’espe­rienza concreta in molte parrocchie re­stituisce un quadro più complesso. Da molti riscontri emerge una criticità ri­corrente: la superficialità dei contenuti. Unire due sacramenti così diversi, con linguaggi e significati propri, rischia di ridurre il tempo necessario per com­prenderli davvero. I catechisti raccon­tano la fatica di spiegare in pochi anni ciò che richiederebbe un cammino più lento, graduale, capace di accompagnare i ragazzi nella maturazione della fede. Un limite evidente riguarda la matura­zione dei ragazzi.

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La Cresima, vissuta troppo presto, rischia di diventare un gesto formale, più che un passo consa­pevole. Non sorprende, quindi, che molti ragazzi, dopo aver ricevuto en­trambi i sacramenti, si allontanino rapi­damente dalla comunità: non hanno avuto il tempo di interiorizzare ciò che stavano vivendo. Inoltre, in molti casi, l’anno mistagogico non viene progettato con un percorso lineare, ma resta una fase poco strutturata, affidata alla buona volontà dei catechisti e priva di una vi­sione educativa chiara. Questo genera discontinuità, confusione e una prepa­razione non omogenea, che pesa sia sui ragazzi sia sugli educatori. Alcuni cate­chisti notano la difficoltà di costruire un vero accompagnamento umano e spiri­tuale anche con la presenza delle fami­glie. Si vive spesso la sensazione di “correre”, di dover incastrare contenuti e attività senza poter ascoltare davvero i ragazzi, senza poter creare relazioni si­gnificative, senza poter educare alla vita cristiana con la profondità necessaria. In questo scenario, il percorso dell’Azione Cattolica dei Ragazzi rappresenta una ri­sorsa preziosa. L’ACR è infatti un cam­mino di vita cristiana, non un semplice gruppo ricreativo. Qui i sacramenti non sono “obiettivi da raggiungere”, ma tappe di crescita, momenti in cui la vita si apre alla presenza di Gesù. La meto­dologia ACR – esperienza, Parola, gioco, servizio, preghiera – crea un ponte na­turale con i sacramenti: la Cresima di­venta coraggio, missione, responsabilità; l’Eucaristia diventa con­vivialità, ascolto, dono. L’ACR non pre­para semplicemente ai sacramenti: educa a viverli nella vita quotidiana.

Una delle criticità del percorso unificato è la dispersione immediata dei ragazzi. L’ACR, invece, offre continuità, perché propone un cammino che prosegue negli anni, accompagnando i ragazzi nella preadolescenza e poi nell’Azione Cattolica Giovani. È questa continuità che permette ai sacramenti di diventare vita, e non solo ricordi. Il percorso ACR non sostituisce la catechesi sacramen­tale, ma la integra. Gli educatori ACR aiutano i ragazzi a vivere ciò che appren­dono in catechesi, rendendo la fede con­creta, gioiosa, quotidiana. Per i catechisti significa non essere soli, ma far parte di una comunità educativa che accompagna i ragazzi con linguaggi e stili condivisi, sostenuta anche da sus­sidi e testi pensati per ogni fascia d’età. Il percorso Cresima-Comunione in­sieme presenta luci e ombre. Può offrire una struttura più semplice, ma rischia di indebolire la profondità dell’esperienza sacramentale. L’ACR, invece, restituisce ai sacramenti il loro respiro: li inserisce in un cammino più ampio, fatto di rela­zioni, appartenenza e missione. La do­manda decisiva resta: vogliamo ragazzi che “fanno i sacramenti” o giovani che crescono nella fede?

Enza Luppino
Presidente diocesana Azione cattolica

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