«Davanti a un mistero così grande, ogni parola umana si fa povera e inadeguata: resta un silenzio che solo Dio può abitare. Ed è proprio lì, in quel silenzio ferito, che la Parola di Dio si fa presenza viva: non per dare spiegazioni, ma per sostenere, per portare con voi il peso di questa sofferenza e per aprire, anche nella notte, un varco di luce». È questo uno dei passaggi del messaggio di cordoglio che don Giacinto Leone, parroco della chiesa madre di Santa Ninfa, ha fatto avere ai genitori di Miriam Indelicato, la giovane 23enne santaninfese morta a Roma. «Il filosofo Blaise Pascal scrive: “C’è nel cuore dell’uomo un vuoto a forma di Dio che nulla di creato può riempire, se non Dio stesso”.
In questo tempo di dolore così profondo, quel vuoto si fa ancora più evidente, ma diventa anche luogo di incontro: Dio non lo lascia deserto, lo colma con la Sua presenza discreta, raccogliendo ogni lacrima e custodendo ogni amore», ha scritto ancora don Leone. E don Giacinto aggiunge: «Il filosofo Søren Kierkegaard ci ricorda: “La fede comincia proprio là dove il pensiero si arresta”. Quando le domande restano senza risposta e il cuore è smarrito, è possibile ancora affidarsi, lasciarsi sostenere da Dio, che non toglie il dolore ma lo attraversa con noi e lo trasforma, lentamente, in un cammino di speranza».