Niente guerre, niente violenze, niente oppressioni. Il messaggio così chiaro l’hanno lanciato alcune centinaia di persone che, qualche giorno addietro, hanno trasformato il centro storico di Marsala in un corteo multietnico, colorato e silenziosamente urlante. Non una manifestazione qualunque, ma una marcia promossa dalla cooperativa sociale “Badia Grande”, capace di ricucire storie e vite diverse. Il corteo era un mosaico umano: ogni tassello portava il proprio vissuto, ma tutti uniti dal coraggio e dalla determinazione di costruire una società che metta al bando la guerra. Uomini, donne e famiglie del SAI Marsala hanno camminato spalla a spalla con i ragazzi dei centri Msna Fami Welcome 24, entrambi gestiti dalla cooperativa. Al loro fianco i minori del progetto Fami 29 Iter (cooperativa “Liberi d’intrecciare”) e i beneficiari della Sanitaria Delfino. Insieme a loro una rete solidale ormai storica a Marsala: Libera, Africa Solidale, Amici del Terzo Mondo, Arca, Udi, Archè, Il Rumore delle idee e l’Anpi. Tutti in strada, a dimostrare che la pace non è un’idea astratta, ma un gesto concreto, giorno per giorno. Il corteo da piazza della Vittoria ha raggiunto piazza della Repubblica. Qui, tra ramoscelli d’ulivo e fiori di carta che raccontavano una comunità capace di accogliere, l’arciprete don Marco Renda ha officiato la preghiera della pace. Nessuna retorica, solo megafono e testimonianze vere: parole che hanno vibrato di emozioni, non slogan a vuoto.

