IL PROGETTO DEI RAGAZZI. Mazara del Vallo, rigeneriAMO il fiume Mazaro: il nostro sogno

Aprile 7, 2026

Per noi il fiume Mazaro non è solo un semplice corso d’acqua, ma lo abbiamo riscoperto come lo “specchio dell’anima” di tutta la nostra comunità. È da questa consapevolezza che è nato il progetto “RigeneriAMO il fiume Mazaro”, un’iniziativa di cittadinanza attiva e decoro urbano che abbiamo portato avanti con passione noi studenti della classe 2 C della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “L. Pirandello-B. Bonsignore”. La nostra classe è stata suddivisa in quattro gruppi di lavoro: storia, geografia, educazione ambientale e letteratura. Ogni team ha effettuato ricerche utilizzando testi cartacei e risorse online. Infine, i contenuti raccolti sono stati assemblati in una presentazione su Canva. Sotto la guida delle nostre professoresse Ivana Ciaccio, Carla Gennaro e Luisa Di Girolamo, abbiamo esplorato un “luogo del cuore” che, sebbene oggi sia segnato dall’abbandono e dall’inquinamento, custodisce la chiave dell’identità di Mazara del Vallo.

Durante le nostre ricerche abbiamo messo in luce la ricchezza del Mazaro, un fiume lungo 30 km che nasce dalle sorgenti di Rampingallo e Dimina per sfociare nel Mediterraneo. Abbiamo analizzato l’ecosistema fluviale e approfondito il fascino del “marrobbio”, quel misterioso fenomeno che fa oscillare il livello delle acque. Ma il Mazaro per noi è soprattutto un archivio a cielo aperto. Abbiamo studiato le radici puniche del nome (Mazar, ovvero “rocca”) e l’epoca musulmana del “Vallo”. Abbiamo riscoperto le antiche cave di calcarenite, i racconti del “Giardino dell’Emiro” irrigato con l’acqua del fiume e i segreti dell’archeologia che ancora oggi custodisce reperti preziosi. Il nostro progetto nasce però da una nota dolente: le criticità attuali.

Sappiamo che un tempo i ragazzini del quartiere la machina di ghiacciu si tuffavano in acque limpide, come abbiamo letto nelle testimonianze di Enzo Gancitano, mentre oggi purtroppo restano scarichi irregolari e accumuli di detriti. Il nostro sogno è restituire vita al fiume attraverso interventi concreti di riqualificazione urbana che uniscano bellezza e funzionalità: il lampione Pescatore: un palo rotante a 360° che ricorda una canna da pesca, con una pedaliera integrata per fare fitness. Panchine in metallo e legno con l’intaglio del simbolo della nostra città: il “Gambero rosso”. Cestini “Onda”: contenitori per la differenziata con maniglie a forma di amo, per invitare tutti a mantenere pulite le sponde. Giare in ceramica: installazioni per celebrare i simboli di Mazara del Vallo. La partecipazione al concorso del FAI ci ha trasformato in “cittadini del futuro”. Attraverso il dialogo con i “custodi della memoria storica”, abbiamo voluto dimostrare che il nostro impegno e le nostre idee possono costruire una città migliore. Inoltre, è stato un vero piacere ascoltare l’architetto Mario Tumbiolo in classe e consultare il suo prezioso articolo “Qui Touring”. Il nostro sogno è che queste installazioni possano presto colorare le sponde del Mazaro, dal porto fino alla chiesa di Santa Maria di Gesù, restituendo al fiume la sua antica bellezza.

Gli alunni della 2C, Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “L. Pirandello-B. Bonsignore”

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Gli alunni ospiti nella redazione del nostro giornale diocesano con l’architetto Mario Tumbiolo.

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