CASTELVETRANO. Alessandra Morelli incontra gli studenti: «che gioia i diritti umani»

Marzo 6, 2026

I ragazzi delle classi 3B, 3C e 4C del Liceo Scientifico “Michele Cipolla” di Castelvetrano hanno incontrato Alessandra Morelli, membro per 30 anni dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) nelle aree di conflitto e di confine più fragili del mondo, per la protezione dei più vulnerabili. Gli studenti, a inizio dell’incontro, hanno mostrato video, recitato una poesia e suonato una melodia al violino. Alessandra Morelli ha portato la sua testimonianza: viaggi iniziati solo a 2 mesi di età, permettendole di studiare in scuole diverse nel mondo e imparando più lingue e culture, la cui varietà lei definisce “santa”. Ha poi proseguito condividendo con i ragazzi gli esordi della sua vita e la forte passione che l’ha spinta a intraprendere questa missione. Alessandra Morelli ha spiegato molti concetti vitali che le hanno dato la forza di continuare, come per esempio l’Ubuntu, derivante dalla lingua Bantu e diffuso nell’Africa sub-sahariana, che esprime l’idea che una persona esiste e diventa pienamente umana solo attraverso le relazioni con gli altri, per questo può essere tradotta come fratellanza e condivisione di culture per creare un mondo più unito.

La Morelli ha ricordato che la solidarietà è l’antidoto ai conflitti umani e che l’Europa di oggi promuova principalmente ostilità e non accoglienza facendo dominare la paura dell’altro. Per questo è molto importante sapere che sia la solidarietà che l’ospitalità sono valori universali capaci di unire le persone. Ha poi parlato del Kintsugi, che è un’antica tecnica giapponese che ripara oggetti di ceramica rotti, come tazze e vasi, usando materiali riparatori mescolati all’oro e all’argento, andando a valorizzare le crepe, invece, che buttare direttamente tutto il pezzo intero. Questa metafora può essere associata ai valori umani perché insegna che le ferite e la fragilità possono essere accettate e diventare qualcosa di positivo, contribuendo a rendere una persona più forte e unica. La signora Alessandra Morelli si fa portatrice dell’essere custode della dignità del prossimo come l’altro deve esserlo della sua: è il suo obiettivo di vita attualmente, dato il fatto che non lavora più con l’Onu dal 2022, si occupa ora di fare l’oratrice per cercare di estendere la rete di paladini dei diritti. I ragazzi successivamente hanno posto delle domande e in risposta ad una in particolare ha deciso di leggere ai ragazzi un pezzo del suo libro ‘’Mani che proteggono’’ dove racconta delle disgrazie della piccola Fatima, una bimba di 5 anni a cui la guerra e la brutalità dell’uomo sono state in grado di spazzare via la famiglia dinanzi i suoi occhi. In particolare viene citato un momento in cui un’infermiera cura la fronte della piccola, mentre Alessandra la tiene stretta tra le braccia: Fatima comincia a lamentarsi, spaventata che le possano fare del male, dicendo in specifico «dì alla dottoressa di non uccidermi più».

La Morelli si fa portavoce di questa storia e altre simili, tenendo molto alla diffusione di un messaggio unitario: il rispetto dei diritti umani e le urla della guerra che prendono la forma di Fatima e di tanti altri bambini e adulti in queste condizioni disumane. L’incontro è stato un momento molto significativo per tutti i ragazzi presenti, le parole e la testimonianza della signora Alessandra Morelli, hanno lasciato nelle menti di tutti una frase che rimbomberà per il resto della vita: «che gioia i diritti umani».

(hanno collaborato Noelia Tamburello, Ginevra Squadrito, 4C e Asia Gancitano, 3C)

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