LETTERA del 17 marzo 2013 inviata a condividere@diocesimazara.it
Eccellentissimo monsignor Mogavero,
sono un assiduo lettore, non credente, del vostro quindicinale, dal quale si può seguire il nuovo percorso Pastorale che Ella ha saputo indicare al popolo della Sua Diocesi, un percorso fondato sulla solidarietà verso gli “ultimi”, siano essi migranti o nativi che vivono un aspro disagio sociale, un percorso indirizzato a spezzare la sudditanza della nostra terra alla mafia e alle sue infiltrazioni nell’imprenditoria e nella politica. Mi consenta, però, di proporre , non con spirito polemico, degli spunti di riflessione sull’intervista di Max Firreri sull’ultimo numero di Condividere all’onorevole Bonafede (pag.2), neoeletto di origine mazarese.
Dice l’onorevole Bonafede che il M5S «non è identificabile nei singoli volti». Ritengo che se c’è un partito o movimento che venga identificato con un uomo è proprio quello a cui lui appartiene, che vive sull’immagine di Grillo e del suo linguaggio scurrile ed arrogante. Dice l’onorevole Bonafede: «ci siamo noi e il cittadino ha possibilità di scelta». Onorevole , il cittadino ha possibilità di scelta dal 1° gennaio 1948 quando è entrata in vigore La Costituzione Repubblicana scritta, dopo anni di sangue , da tutte le forze politiche italiane dai cattolici ai comunisti , trovando i punti d’incontro su tutti i valori fondamentali . Altra cosa è l’uso distorto della politica fatto da gruppi di potere che hanno usato la detenzione dei mezzi di comunicazione come subdolo mezzo di estorsione del consenso, strategia che proprio il M5S sta attuando con le farneticazioni orwelliane di Casaleggio che sogna un mondo dove verranno distrutti i simboli del cristianesimo e di tutte la culture dell’Occidente e dell’Oriente.
Appare debole, inoltre, il progetto economico dell’onorevole Bonafede, la riduzione dei costi della politica è un atto condivisibile dovuto al popolo italiano, personalmente ritengo che bisognerebbe estenderlo alle alte sfere delle amministrazioni pubbliche e private, alle star del mondo sportivo e dello spettacolo, stabilendo un meccanismo di perequazione delle retribuzioni di tutti i lavoratori. Ma la crisi economica ha bisogno di un progetto che vada in direzione della riqualificazione ambientale, alla salvaguardia dei beni culturali, alle fonti rinnovabili di energia, ad un sistema di trasporti con emissioni ridotte, il tutto tendente a una economia fondata sul grande patrimonio italiano che è il turismo, volano di tante attività delle piccole e medie imprese italiane. Il reddito di cittadinanza è un vecchio cavallo di battaglia di Rifondazione Comunista ma per farlo uscire dall’involucro demagogico bisogna proporre da dove attingere le risorse per attuarlo. Reverendissimo Pastore nello scusarmi per avere abusato del Vostro tempo ed attenzione, nel rinnovarle la mia stima, le porgo il mio saluto cordiale.
Andrea Bertolino (berto2008@libero.it)