La figura San Vito come simbolo di chi non ha difeso la teoria ma che «ha protestato contro un potere opprimente e ingiusto e con coraggio è andato controcorrente». La persecuzione non fu per lui un pericolo ma «quest’ultimo l’ha trasformato in opportunità». Così ieri sera nella Cattedrale di Mazara del Vallo il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella ha tracciato la figura di San Vito martire nell’omelia della celebrazione eucaristica che ha preceduto la traslazione delle reliquie del Patrono della Diocesi, ora esposte in maniera permanente alla pubblica venerazione. «Vito ha scelto la fedeltà a chi gli aveva dato fiducia – ha detto ancora il Vescovo – la sua vita continua ancora oggi a parlarci. Il dono del martirio non è finito nella Chiesa (citando, tra gli altri, anche il giudice Rosario Livatino), i martiri continuano a dare volto all’amore».
Il Vescovo ha ribadito che «la fede è un attraversamento – ha detto – un relazionarsi nello stile grato-gratuito». E ha, altresì, detto che «nella comunità ciascuno è un dono indispensabile; i bisogni non si incontrano da soli ma insieme. Dio – ha detto monsignor Giurdanella – non ha bisogno di piccoli eroi autorefenziali, la comunità non è formata da super eroi ma da persone comuni». Il Vescovo, nell’Omelia, ha detto: «Vorrei chiedere a San Vito il dono della semplicità, sinonimo di schiettezza. Ma la semplicità facciamo fatica a praticarla, mentre questa è la virtù di chi è libero dall’amore proprio, che non è preoccupato dalla sua immagine ma unicamente dal timore del Signore». Ritornando sulla figura di Vito, il Vescovo ha ribadito che «ha sostenuto la pacifica battaglia della fede». E rivolgendosi all’assemblea monsignor Giurdanella ha detto: «Vi auguro la mitezza di un cuore semplice; la semplicità è sinonimo di innocenza, non certo di ignoranza».