Quasi 8 mila persone hanno visitato, sino al 6 gennaio scorso, il presepe vivente di Ciavolo, allestito negli spazi della parrocchia Maria Ss. della Cava di Marsala. Questa prima edizione si è avvalsa della direzione artistica di Nicola Anastasi ed Enzo Amato e la guida spirituale di don Marco Laudicina. Solo nel primo giorno, il 26 dicembre, quasi 2.000 persone hanno attraversato il percorso. Uno degli aspetti più suggestivi è stata la trasformazione del presepe al calare della sera, quando la luce naturale lasciava spazio alle illuminazioni più soffuse. Al centro del racconto, circa 100 figuranti, tutti volontari, in costume d’epoca, impegnati non solo a “recitare”, ma a vivere la scena. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni postura è stata parte di un lavoro condiviso. Un presepe senza improvvisazioni, costruito su attenzione, rispetto dei ruoli e spirito comunitario. Elemento distintivo del percorso sono state le degustazioni, parte integrante del racconto. Lungo il cammino, i visitatori hanno condiviso pane e olio extravergine d’oliva, uova, lenticchie, zabbina siciliana, ricotta, formaggi, calia, miele, patate, pomodori secchi e vino Marsala. Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, ha rappresentato il momento più simbolico e intenso. Nonostante fosse una giornata di festa, l’affluenza è stata altissima, segno di un interesse che non si è affievolito con il passare dei giorni. L’arrivo dei Re Magi ha chiuso il percorso in modo solenne ed emozionante, regalando ai visitatori un quadro finale carico di significato.
«Ciò che resta è qualcosa di molto più grande di un evento – spiega don Marco Laudicina – resta un’esperienza di comunità, di fede, di amore condiviso. È stato un piccolo grande miracolo. Con poche risorse, ma con tanta buona volontà, in poche settimane è nato qualcosa che ha parlato al cuore di tutti noi». E don Laudicina aggiunge: «grazie all’associazione Circolo Maria Ss. della Cava per il supporto e la collaborazione e grazie ai bambini, ai giovani, agli adulti, ai gruppi parrocchiali, ai pastori, alle associazioni, all’Amministrazione Comunale e ai tantissimi volontari: ognuno ha lasciato un segno, ognuno è stato essenziale».

