La fede si fa inclusiva grazie alla LIS. È stata una comunità unita, viva e, soprattutto, senza barriere, quella che si è radunata in occasione della solennità del Corpus Domini, in chiesa madre a Marsala. Alla celebrazione ha partecipato il gruppo di persone sorde della comunità marsalese. Una presenza sempre più numerosa, affiatata e partecipe, resa possibile grazie a un servizio di fondamentale importanza: l’interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS). L’iniziativa, fortemente voluta dal Comune di Marsala, è nata con l’obiettivo di rendere la liturgia domenicale e le grandi celebrazioni un’esperienza realmente fruibile, accessibile e condivisibile da tutti, nessuno escluso. La risposta della comunità sorda è la testimonianza tangibile di quanto la sete di partecipazione e socialità trovi terreno fertile quando le istituzioni rispondono: «Presente».
A espletare il servizio di Interpretariato della liturgia del Corpus Domini è stato, come ogni domenica, l’interprete professionista Salvo Samannà, associato ANIMU (Associazione Nazionale Interpreti di Lingua dei Segni Italiana). Grazie alla sua sensibilità e alla comprovata competenza, Samannà è riuscito a trasmettere non solo le parole, ma anche l’intensa emotività della celebrazione, garantendo la piena inclusione di tutti i presenti. L’inclusione sociale e religiosa non è un traguardo irraggiungibile, ma una realtà quotidiana che a Marsala, grazie alla sinergia tra amministrazione comunale, Chiesa e professionisti del settore, si sta attuando.
