L’ANNIVERSARIO. Cento anni della nascita di monsignor Catarinicchia: «figlio devoto della Madonna del Paradiso»

Luglio 12, 2026

Ricorre oggi – domenica 12 luglio 2026 – il centenario della nascita di monsignor Emanuele Catarinicchia, Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo dal 1988 al 2002, pastore che ha segnato profondamente la storia recente della nostra Chiesa particolare con il suo amore per il Vangelo, la sua instancabile dedizione pastorale e la sua appassionata cura per le vocazioni sacerdotali. Questa ricorrenza assume un significato ancora più intenso perché coincide con il 223° anniversario dell’Incoronazione della Madonna del Paradiso, compatrona della città e della diocesi. Una felice coincidenza che richiama la profonda devozione mariana di monsignor Catarinicchia, il quale affidò costantemente il suo ministero episcopale alla Vergine del Paradiso. Fu per lui motivo di particolare gioia poter venerare la sacra immagine della Madonna anche nella cappella di Villa Tilotta, sostando in preghiera davanti a Lei e lasciandosi guidare dal suo sguardo materno.

Nato a Partinico il 12 luglio 1926 e ordinato sacerdote il 24 luglio 1949, dopo il ministero episcopale nella diocesi di Cefalù, fu chiamato da san Giovanni Paolo II a guidare la Chiesa di Mazara del Vallo, della quale prese possesso il 30 gennaio 1988. Fin dall’inizio del suo episcopato manifestò con chiarezza quello che sarebbe stato il cuore del suo ministero: la formazione dei futuri sacerdoti e la promozione di un’autentica cultura vocazionale. Era profondamente convinto che una Chiesa viva dovesse anzitutto pregare il Signore della messe perché continuasse a suscitare nuove vocazioni e creare ambienti nei quali i giovani potessero ascoltare, discernere e accogliere la chiamata di Dio. Per questo uno dei gesti più significativi del suo ministero fu la riapertura del Seminario Vescovile, rimasto chiuso dopo il terremoto del Belice. Il Seminario tornò ad essere il cuore pulsante della diocesi, una casa nella quale tanti giovani maturarono il proprio discernimento e si prepararono al sacerdozio.

Monsignor Catarinicchia non si limitava a parlare di vocazioni: le accompagnava personalmente, seguiva con discrezione il cammino dei seminaristi e gioiva nel vedere nuovi sacerdoti donati alla Chiesa di Mazara. Il suo ministero si caratterizzò anche per una presenza costante nelle comunità. Era un Vescovo che amava visitare instancabilmente le parrocchie, conoscere le persone, condividere la vita delle comunità, incoraggiare i laici, sostenere i religiosi e accompagnare i presbiteri. Riteneva che il Vescovo dovesse essere, anzitutto, un padre presente, capace di camminare accanto al suo popolo. I sacerdoti conservano ancora oggi il ricordo di un pastore esigente, ma profondamente paterno. Chiedeva molto ai suoi presbiteri perché credeva nella grandezza e nella bellezza del ministero sacerdotale; nello stesso tempo era sempre disponibile all’ascolto, al dialogo e all’incoraggiamento. Dietro la sua fermezza traspariva un’autentica paternità spirituale che tanti continuano ancora oggi a ricordare con affetto e gratitudine.

Tra le eredità più preziose del suo episcopato occupa un posto di rilievo il XV Sinodo della Chiesa di Mazara del Vallo, da lui voluto e promosso come un grande cammino ecclesiale di ascolto, partecipazione e corresponsabilità. Attraverso il Sinodo aiutò la diocesi a rileggere la propria identità e a rinnovare il proprio slancio evangelizzatore, offrendo orientamenti pastorali che ancora oggi illuminano il cammino della Chiesa mazarese. Un altro momento storico del suo ministero fu la celebrazione del IX centenario della fondazione della Diocesi di Mazara del Vallo, culminata con la memorabile visita di san Giovanni Paolo II, l’8 maggio 1993. Fu una giornata rimasta scolpita nella memoria del popolo di Dio: il Santo Padre incontrò sacerdoti, religiosi, giovani e fedeli, consegnando alla Diocesi parole di straordinaria profondità evangelica e pastorale, ancora oggi vive nella memoria ecclesiale. Monsignor Catarinicchia preparò quell’evento con grande passione e lungimiranza, consapevole che la presenza del Papa avrebbe rafforzato la fede, la comunione e il senso di appartenenza alla Chiesa.

Nel ricordarlo a cent’anni dalla nascita emerge il profilo di un Vescovo profondamente innamorato della sua Chiesa: uomo di preghiera, padre dei sacerdoti, instancabile visitatore delle parrocchie, promotore delle vocazioni, artefice della rinascita del Seminario, guida del cammino sinodale e figlio devoto della Madonna del Paradiso. Il suo stile pastorale era fondato sulla comunione, sulla responsabilità condivisa e sulla convinzione che ogni comunità dovesse crescere nella fedeltà al Vangelo e nell’amore alla Chiesa. La sua testimonianza continua ancora oggi a parlare alla Diocesi di Mazara del Vallo. In un tempo in cui la Chiesa è chiamata a rinnovare il proprio slancio missionario, la figura di mons. Emanuele Catarinicchia ricorda che ogni autentico rinnovamento nasce dalla preghiera, dalla comunione, dalla cura delle vocazioni e dalla vicinanza concreta al popolo di Dio. Nel giorno in cui la Chiesa mazarese celebra anche il 223° anniversario dell’Incoronazione della Madonna del Paradiso, affidiamo alla materna intercessione di Maria il ricordo grato di questo amato Pastore. Il Signore, che egli ha servito con fedeltà e generosità, gli conceda la pienezza della gioia promessa ai servi buoni e fedeli, mentre la sua memoria continui ad essere benedizione e stimolo per le nuove generazioni di sacerdoti e di fedeli.

Don Antonino Favata

Il quadro della Madonna del Paradiso a Villa Tilotta, nell’ultima visita a monsignor Emanuele Catarinicchia, nel luglio 2024.

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