Il ritornello di uno degli Inni dedicati a San Vito, prodotto in questo festino, dice: «In riva al mare cerchiamo la pace… Vito, sei stato, e ancora sei, la mia luce…Vito tu sei la luce più bella». Il Festino 2026 ha inteso mettere in sinergia le intelligenze e le realtà più dinamiche presenti in città, per cercare sentieri di luce e di pace ed offrirle a tutti coloro che desiderano, con cuore limpido, costruire un futuro migliore. In tutto questo, le comunità parrocchiali, con a capo il Vescovo Angelo, sono state come la locomotiva di un treno in corsa. Il Festino di San Vito 2026 è stato un evento educativo, perché ha tentato di insegnare ad esprimere la fede gustando il bello nelle sue diverse espressioni artistiche, collaborando serenamente e nella complementarietà, producendo benessere culturale ed economico, vivendo momenti di vera spiritualità, guardando insieme al futuro con speranza.
Il Festino 2026 ha inteso esprimere: la nostra fede popolare che ha la sua radice nella testimonianza evangelica di Vito, Modesto e Crescenza e negli occhi materni della Madonna del Paradiso, il Vangelo inculturato nella tradizione marinara e nella giovialità familiare, la comunità ecclesiale che ha lo sguardo aperto a tutta la città e al suo futuro, la tradizione ecclesiale viva che si rigenera in forme sempre inedite. Un festino religioso che non si limita allo scampanio dei sacri bronzi, alle reliquie e alle processioni, ma che offre riflessioni attualizzate sul martirio cristiano, sulle virtù teologali e cardinali, sulla pace dono del Risorto, sulla comunione come corresponsabilità e collaborazione. Il nostro festino ha voluto essere un tentativo ecclesiale di dialogo costruttivo con tutti, a partire dalla testimonianza esemplare di vita cristiana che Vito, Modesto e Crescenza offrono.
Tutto questo il Festino lo ha realizzato in una collaborazione, armoniosa e rispettosa dei ruoli, tra la Diocesi, la Forania e l’Amministrazione comunale e chiamando a collaborare diverse associazioni cittadine: Marinai d’Italia, Croce rossa, Morgana, Vigili del Fuoco in congedo, il gruppo dei pescatori portatori e custodi della Statua di San Vito, le scuole di danza, i cori scolastici. Inoltre, ha valorizzato la Banda musicale della città, la banda barocca, il coro interparrocchiale, il coro della scuola Pirandello, gli artisti art factory, gli estetisti che hanno curato il trucco e il parrucco, gli amanti del canto e della musica, 250 cittadini che si sono offerti per la sfilata a quadri viventi. Infine, la direzione artistica presieduta da Carla Favata ha realizzato circa 100 contratti di lavoro, con aziende e professionisti, per i vari servizi tecnici, artistico professionali e logistico organizzativi.
Tutto questo è solo la parte documentabile di quello che il Festino a messo in movimento; poi, vi è la gioia e l’entusiasmo di tutti i cittadini e i turisti che, estasiati, hanno vissuto i diversi momenti liturgici, culturali e folkloristici che il festino ha offerto loro. La Chiesa di Mazara del Vallo e l’Amministrazione comunale hanno pensato a un Festino del Santo Patrono che faccia riflettere e discutere, con intelligenza e audacia, sui valori evangelici, per aiutare tutti, credenti e non credenti, a crescere in umanità e fede.
don Giuseppe Alcamo
Vicario foraneo di Mazara del Vallo