Nella parrocchia Maria Ss. Ausiliatrice di Marsala sette fedeli, sette vite profondamente diverse tra loro, hanno pronunciato il loro sì ufficiale, emettendo la promessa come salesiani cooperatori. Sono: Marianna Veliero, Antonio Sgarlato, Claudia Pizzo, Nino Marino, Rosetta Mangiaracina, Isabella Ciulla e Vito Buffa. Le storie personali di ognuno di loro raccontano di distanze annullate e di scelte di vita importanti. C’è chi è nato a Palermo e si è trasferito qui a Marsala per motivi di lavoro (Antonio e Isabella). C’è chi è partita da Mazara del Vallo, lasciandosi guidare dal cuore e trasferendosi per amore (Rosetta). C’è chi in oratorio ci è praticamente cresciuto, respirando l’aria di don Bosco fin da bambino (Vito e Claudia) e chi, invece, ci è arrivato solo da adulto, magari accompagnando i propri figli e scoprendo una seconda casa quando era già genitore (Nino e Marianna). Sette percorsi distinti che avrebbero potuto non incontrarsi mai. Eppure, quelle strade si sono incrociate. Non è stato un caso: «siamo certi che dietro questo intreccio ci sia un disegno progettato da qualcuno più grande di noi – spiegano i nuovi salesiani cooperatori – una chiamata che custodiamo già, come un seme silenzioso, nel cuore».
Quello che unisce il gruppo è il desiderio di vivere secondo il carisma di San Giovanni Bosco. Diventare salesiani cooperatori non è un titolo onorifico, ma una missione quotidiana. Significa impegnarsi in prima persona, nel mondo e con lo stile dell’accoglienza, per occuparci di chi don Bosco amava di più: i giovani e i più fragili.
