L’INCONTRO. “Sulla stessa via” giovani e adulti: colori e disegni in un’unica strada condivisa

Aprile 18, 2025

Una giornata che ha visto insieme scout, gruppi parrocchiali, giovani e adulti. È quella che è stata vissuta al Seminario vescovile di Mazara del Vallo su iniziativa del Servizio diocesano di Pastorale giovanile e dall’Ufficio diocesano per le migrazioni e la mobilità umana. L’incontro sul tema “Sulla stessa via” è iniziato con la colazione condivisa tutti insieme, seguita da musica e balli. A metà mattinata ha portato la sua testimonianza il diacono Erasmo Barresi che, nella chiesa del Seminario, ha prestato giuramento in vista dell’ordinazione presbiterale che avverrà sabato 26 aprile in Cattedrale. È seguita l’adorazione eucaristica. Momento davvero intenso è stato l’incontro con suor Alessandra Martin, responsabile dell’Ufficio per le migrazioni. Ai giovani suor Alessandra ha parlato dell’immigrazione con chiarezza. Ha parlato dei conflitti che spingono molte persone a lasciare il proprio Paese. Ha raccontato storie vere, storie di persone costrette a partire, attraversare deserti e mari, affrontando viaggi lunghi e spesso dolorosi nella speranza di trovare altrove anche solo una piccola possibilità di vita migliore. Ai giovani suor Alessandra ha fatto capire che dietro ai numeri ci sono volti, sogni. E ha ricordato che l’accoglienza non è solo una parola: è una responsabilità che riguarda tutti. Dopo la sua testimonianza, i partecipanti hanno vissuto un momento davvero bello con i ragazzi di alcune comunità migranti. Si sono divisi in gruppi dove ognuno si è presentato e ha condiviso un pezzetto di sé: chi sei, da dove vieni, cosa sogni per il futuro. «Parlare così, in semplicità, è stato profondamente umano. Non c’erano noi e loro: c’erano solo ragazzi, con vite diverse ma desideri simili», ha raccontato un giovane partecipante.

Alla fine, ogni gruppo ha scelto una parola che rappresentasse la giornata. «L’abbiamo scritta su un cartellone, circondandola con colori e disegni, e poi tutti i cartelloni sono stati messi insieme come pezzi di un’unica strada condivisa», spiega una delle partecipanti. «Guardandolo, mi sono sentita parte di qualcosa di grande, qualcosa che va oltre le parole. Sono tornata a casa con il cuore pieno. Penso che giornate così ci servano davvero: per guardare il mondo con occhi nuovi, per ascoltare senza pregiudizi, per costruire ponti invece di muri. Per ricordarci che la speranza, quando è condivisa, diventa più forte e che siamo tutti in cammino sulla stessa via», ha concluso la giovane partecipante.

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