Lo ricorda bene don Davide Chirco quel giorno in cui, vedendo alcuni ragazzi seduti fuori della sua parrocchia, li invitò a entrare per giocare a calcio balilla. Era poco più di 3 anni addietro, durante una calda estate: «ho detto loro, volete entrare? Qui dentro potete giocare». Quel primo passo con un pugno di ragazzi è diventato l’origine da cui tutto è iniziato. Parrocchia Maria Ss. delle Grazie al Puleo, periferia nord di Marsala, una contrada fatta di agricoltori lontana dal centro. È qui che don Davide Chirco, 38 anni, presbitero da 12 anni e mezzo, guida la parrocchia da 4 anni. Studi di formazione vocazionale all’Università Gregoriana di Roma, già parroco a Cristo Re di Mazara del Vallo e assistente per la formazione dei seminaristi, don Chirco porta con sé l’esperienza di essere stato anche direttore della pastorale vocazionale della Diocesi. Ecco perché coi ragazzi ha sempre un linguaggio facile per dialogare e instaurare con loro un rapporto autentico.

Da quello sparuto gruppo di ragazzi che invitò a giocare nei locali della parrocchia, oggi Maria Ss. delle Grazie al Puleo conta un gruppo di 70 ragazzi (“Giovani Archè”) che mette insieme giovani dai 14 ai 19 anni. «Non c’è una ricetta ben precisa – racconta don Davide Chirco – oggi più che mai i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati e di questo ce ne accorgiamo sempre, anche quando abbiamo sottoposto loro questionari su vari temi». Gli adulti sembrano non avere più tempo per l’ascolto, «e i giovani hanno perso fiducia nei loro confronti», spiega don Davide Chirco. Una strada difficile, lo riconosce il presbitero: «Quando dodici anni fa ho iniziato a curare uno sportello d’ascolto per i giovani delle scuole c’era la fila di ragazzi, oggi, invece, hanno molta difficoltà a esporsi», dice don Davide. Di mezzo c’è anche la sfiducia crescente nell’istituzione Chiesa: «Se aspettiamo che i giovani vengono in parrocchia, possiamo aspettare. Dobbiamo, invece, essere noi ad andarli a cercare, magari dove vivono così da entrare nel loro mondo e mettersi in ascolto in punta di piedi».
Come lo stile di Gesù quando incontrò i discepoli e disse: “voi cosa cercate?”. Don Davide Chirco ne è certo: «Nessuno ha verità preconfenzionate – racconta – e nemmeno dobbiamo porci come i professori per indottrinare qualcuno. Lo sforzo che dobbiamo fare è quello di far capire che il Vangelo è dentro di loro, bisogna saperlo vivere. Ma in questo ci devono aiutare le famiglie, i genitori, con maturità».
Max Firreri