«È bello diventare pellegrini di speranza. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme!». Questo è l’invito che Papa Leone XIV, a conclusione del Giubileo della Speranza, ha rivolto a tutte le nostre Chiese affinché il tempo che si apre sia “l’inizio della speranza”. I presidenti delle Conferenze episcopali europee – card. Jean-Marc Aveline, Arcivescovo di Marsiglia, Presidente della Conferenza Episcopale Francese; card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; mons. Georg Bätzing, Vescovo di Limburgo, Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca; mons. Tadeusz Wojda, Arcivescovo di Danzica, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca – hanno accolto l’invito del Papa e lo hanno condiviso. «Viviamo in un mondo lacerato e polarizzato da guerre e violenza. Molti nostri concittadini sono angosciati e disorientati. L’ordine internazionale è minacciato. In questa situazione, l’Europa deve riscoprire la sua anima per poter offrire al mondo intero il suo indispensabile apporto al “bene comune”. Potremo farlo riflettendo su ciò che ha contribuito a fondare l’Europa», scrivono i quattro prelati.
Tra le righe i Presidenti delle Conferenze episcopali europee scrivono che «l’Europa non può essere ridotta a un mercato economico e finanziario, pena il tradimento della visione iniziale dei suoi padri fondatori. Nel rispetto dello stato di diritto e rifiutando le logiche esclusiviste dell’isolazionismo e della violenza, opterà per la risoluzione sovranazionale dei conflitti, scegliendo meccanismi e alleanze adeguati. Dovrà essere sempre pronta a riprendere il dialogo, anche in casi di conflitto, e adoperarsi per la riconciliazione e la pace. L’Europa è chiamata a ricercare alleanze che gettino le basi per un’autentica solidarietà tra i popoli».
«Il mondo ha bisogno dell’Europa – è l’appello dei quattro prelati – è questa l’urgenza che i cristiani devono far propria per potersi poi impegnare con decisione, ovunque si trovino, per il suo futuro con la stessa viva consapevolezza dei padri fondatori».