La ricostruzione non può dirsi completata: mancano ancora, infatti, poco più di 390 milioni di euro: soldi necessari sia per l’edilizia privata che per le opere pubbliche. Poco prima di Natale, il Parlamento, approvando due emendamenti specifici alla legge di stabilità, ha dato il via libera allo stanziamento di ulteriori 45 milioni di euro per le zone terremotate della Sicilia occidentale. Una sorta di risarcimento per lo «scippo» subìto, nel 2008, da parte del governo Berlusconi, che dirottò altrove i 50 milioni destinati alla Valle dal secondo gabinetto Prodi. Uno sfregio che provocò il biasimo delle amministrazioni locali nei confronti dell’esecutivo, che aveva disatteso, in modo inusuale, un preciso impegno assunto dal Parlamento.
«Si tratta – spiega il coordinatore dei sindaci, Nicola Catania – di somme prelevate dal Fondo cosiddetto “di solidarietà e coesione”, che, a discrezione dei comuni, potranno essere utilizzate anche per le opere pubbliche». Catania si dice «particolarmente soddisfatto» del risultato ottenuto dopo un lungo lavoro preparatorio al Ministero della Coesione territoriale: «Siamo riusciti a far comprendere nelle sedi istituzionali ciò che sosteniamo da anni relativamente all’ingiustizia subìta e al mancato rispetto dei diritti maturati dalle nostre popolazioni». E indica la strada da seguire in futuro: «Occorre guardare oltre il terremoto; bisogna mirare ad un armonico processo di sviluppo economico delle aree interne del Belice».
Vincenzo Di Stefano per Condividere
Scarica qui la locandina delle iniziative per il 45° anniversario del terremoto del 1968, organizzate dal coordinamento dei sindaci: Locandina 45 Anniversario
Partecipa al forum lasciando un tuo commento qui sotto.
390 MILIONI PER COMPLETARE LA RICOSTRUZIONE, SONO TROPPI O SERVONO VERAMENTE?