8XMILLE. Relazioni, laboratori e fede, a Ciavolo parrocchia focolare domestico

Febbraio 14, 2026

L’obiettivo chiaro da quando è arrivato a Maria Ss. della Cava in contrada Ciavolo a Marsala don Marco Laudicina lo sapeva già: «Fare della parrocchia un focolare dome­stico». Aria di comunità, luogo dove insieme potessero stare giovani e adulti e dove la par­rocchia potesse diventare punto di riferi­mento dell’intera contrada. Da due anni, ossia da quando è parroco, don Marco Laudicina a Maria Ss. della Cava ha lavorato per tessere relazioni, per valorizzare l’identità di queste contrade, mettendo al centro la fede. La sua parrocchia è nella periferia di Marsala e si estende anche nelle contrade Ciavolotto, Di­gerbato e Scacciaiazzo. Gruppi di case basse, quasi 2.000 abitanti, dove abitano agricoltori e pastori: «qui hanno sempre sentito la lon­tananza dal centro – racconta don Laudicina – soprattutto per i servizi che non ci sono, per­ché non c’è uno sportello bancario, postale, manca il supermercato».

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In questo contesto la parrocchia è stata sempre punto saldo di ri­ferimento. «Quando sono arrivato qui, ap­pena nominato dal Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, mi sono messo in ascolto perché volevo conoscere le realtà presenti. I giovani, le donne, gli uomini impegnati in agricoltura e nella pastorizia, così poi ci siamo messi a camminare insieme».

Quarant’anni, presbitero dal 2018, don Marco Laudicina è stato e continua a essere una guida per l’intera comunità. Nel febbraio 2025 l’apertura del salone parrocchiale dedicato a San Giovanni Paolo II (realizzato con i fondi 8×1000 e con un contributo della Cei) è stato un valore ag­giunto per l’intera comunità che si ritrova per qualsiasi iniziativa o appuntamento. È nato il gruppo giovani “Join Us in God”, s’è rinfor­zato il gruppo “Marta” che mette insieme le donne della contrada in laboratori di dolci e cucina. E ancora sono nati il gruppo “Coop” che raduna gli uomini impegnati nell’organiz­zazione delle feste e nella cura degli ambienti parrocchiali, e il gruppo “Figli di grazia”, donne che si occupano di uncinetto e maglia. «Tutte attività che, con la vendita dei prodotti realizzati, contribuiscono al sostentamento della parrocchia – racconta don Marco Lau­dicina – facendo così vivere il senso di appar­tenenza alla parrocchia come “casa”». Attività che si combinano con gli appuntamenti di fede, dalle celebrazioni all’adorazione eucari­stica il venerdì di ogni 15 giorni. Negli ultimi mesi la comunità ha vissuto anche la gioia di organizzare il presepe vivente e la prima festa del pastore: «è servito a rinsaldare relazioni e a rafforzare l’identità di una comunità», ha concluso don Marco Laudicina.

Max Firreri

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