Ritiri spirituali, incontri nelle comunità, confessioni. È così che don Giuseppe Ponte, 84 anni, delegato diocesano per la vita consacrata dal 2018, opera sul territorio diocesano incontrando i consacrati. «È un servizio che porto avanti con semplicità – racconta a Condividere – perché è il Signore che decide cosa far farci e noi mettiamo la nostra disponibilità». Sessantadue anni da presbitero, don Giuseppe Ponte, tra i suoi incarichi, è stato 15 anni parroco in chiesa madre a Marsala e 7 anni da Vicario generale. Ora vive in Seminario vescovile a Mazara del Vallo. «La vocazione? È un dono del Signore – dice don Giuseppe Ponte – noi possiamo fare la nostra parte, innanzitutto con la preghiera. Quello che riscontro è la mancanza del desiderio profondo di avere nuovi sacerdoti e religiosi e questo dipende dalla gioia con cui viviamo il nostro ministero».
Oggi si assiste a poche vocazioni, sia tra i presbiteri che tra i religiosi. Sarà perché la Chiesa non più attrattiva? «Dobbiamo stare più vicino ai giovani – racconta don Giuseppe Ponte – ascoltarli anche nel loro silenzio, le loro difficoltà sono il loro grido. E poi guardarli con animo positivo e senza diffidenza, bisogna conoscerli di più». Per don Giuseppe Ponte una funzione importante può averlo il Servizio di Pastorale giovanile: «deve essere più mirato e poi deve fare ascoltare ai giovani la testimonianza di sacerdoti che comunicano la loro gioia». Già, la testimonianza, che forse è quella che più rimane tra i giovani. Don Giuseppe Ponte ricorda alcune belle esperienze in Diocesi, volti di presbiteri e religiosi che sono stati testimonianze vive di servizio e di gioia. Padre Luciano Mazzocchi, ad esempio, che nell’episcopato di Costantino Trapani, ofm, (1977–1987) fu direttore della Caritas diocesana. «Portò in Diocesi la sua esperienza da missionario», ricorda don Giuseppe Ponte. E poi le suore francescane, «la loro presenza è stata una benedizione», dice don Ponte.
La passione è quella che stimola chiunque alla propria missione, «e noi presbiteri e consacrati abbiamo la missione di portare Gesù attraverso la testimonianza, la Parola». I giovani, però, restano lontani dalla Chiesa: «Noi siamo rimasti con un linguaggio vecchio rispetto a quello dei giovani e questo deve farci riflettere…», conclude don Giuseppe Ponte.